A Pescara nasce la galleria A Sud. Spazio dedicato al “pensiero meridiano”.

Intervista al curatore

LA NUOVA GALLERIA APRE IN UNO STORICO EDIFICIO MODERNISTA DI PESCARA, UNO SPAZIO PROMOSSO DALLA FONDAZIONE ZIMEI E CURATO DA MASSIMILIANO SCUDERI PER PROMUOVERE IL “PENSIERO MERIDIANO” COME LO DEFINISCE IL FILOSOFO FRANCO CASSANO. IN QUESTA INTERVISTA, IL CURATORE RACCONTA LA GENESI E L’IDENTITÀ DEL PROGETTO.

Flavio Favelli, L'Etna in esplosione, 2021, A SUD ©massimocamplone
Flavio Favelli, L’Etna in esplosione, 2021, A SUD ©massimocamplone

Nel cuore di Pescara, al quarto piano dell’unico grattacielo della città abruzzese – noto come Palazzo UZA – apre la nuova galleria A Sud, spazio voluto e promosso dalla Fondazione Zimei. Si tratta di un progetto indipendente ideato da Sabrina Zimei con la curatela di Massimiliano Scuderi, già direttore della Fondazione Zimei. Marito e moglie hanno voluto aprire un luogo che fosse a cavallo tra la galleria e lo spazio di ricerca, sviluppando un programma differente rispetto a quello della Fondazione ma riprendendone e coltivandone lo spirito. La prima mostra, aperta fino al 2 settembre 2021, raccoglie i lavori di Adriano Costa, Enzo Cucchi, Flavio Favelli, Andreas Ragnar Kassapis e Renato Leotta, artisti che interpretano la concezione alla base di A Sud. Parallelamente, per tutta l’estate, rimarrà visitabile la mostra di Ugo La Pietra negli spazi della Fondazione Zimei. Il nome A Sud, secondo il curatore Massimiliano Scuderi, che si avvale delle parole del filosofo Franco Cassano, vuole richiamare: “uno stato mentaleuna condizione specifica che proprio il pensiero meridiano esprime, rivendicando la sua autonomia dal pensiero moderno”. E ancora, corrisponde a “quel pensiero che si inizia a sentire dentro laddove inizia il mare, quando si scopre che il confine non è un luogo dove finisce il mondo, ma quello dove i diversi si toccano”. Abbiamo chiacchierato con il curatore che ci ha raccontato il progetto, evidenziando la continuità ma anche le differenze rispetto al lavoro portato avanti con la Fondazione Zimei:

A SUD, Flavio Favelli, Fondazione Zimei ©massimocamplone
A SUD, Flavio Favelli, Fondazione Zimei ©massimocamplone

A Sud sarà un luogo a cavallo tra una galleria e uno spazio di ricerca?
Sì esattamente, nella galleria A Sud verrà portato avanti un lavoro più sistematico con un’attenzione intergenerazionale, l’attività sarà più stringente e impegnativa, il ritmo più sostenuto ma il tutto si affiancherà all’attività no profit della Fondazione.

Questo spazio nasce per un’irrequietezza, per un moto di libertà. A SUD puoi essere dove non sei. Puoi andare verso l’altro, per capire semmai che l’altro ha ragione“. Cosa rappresenta il Manifesto di A Sud?
Il Sud come stato d’animo, come libertà e tempistiche prolungate. Il Manifesto è una sorta di suggestione, una visione programmatica che vuole puntare sulle qualità che sono andate perdute: l’importanza delle relazioni, la specificità sartoriale dei progetti, concepiti testa a testa con gli artisti, il lavoro certosino sui contenuti. Da noi si parla prima di fare. Manteniamo uno spazio molto fluido, ci occupiamo di residenze nella Fondazione Zimei, ci occuperemo in parte anche qui di residenze… Pedro Barateiro ha appena finito la sua residenza. Un altro artista, Andreas Ragnar Kassapis di base ad Atene (ha partecipato a Kassel), seguirà Pedro Barateiro per la prossima residenza. Noi viviamo di relazioni. Creiamo dei network, intessendo rapporti costruttivi con le persone.

Andreas R. Kassapis, One filter time, 2021 ©massimocamplone
Andreas R. Kassapis, One filter time, 2021 ©massimocamplone

Come nascono i vostri progetti, come sceglierete gli artisti per le mostre collettive e personali, per le ricerche monografiche?
Come per la Fondazione Zimei, una parte delle attività è programmata, un’altra nasce da contingenze, come è successo per la retrospettiva sull’arte concettuale dei territori dell’est europeo, History repeats history, nata dopo un viaggio in Bratislava. Abbiamo pensato di coniugare esposizioni di artisti emergenti ad un’attività di studio, più rivolta ad episodi artistici storicizzati, come abbiamo già fatto per alcune mostre della Fondazione. In Abitare è essere ovunque a casa propria, personale di Ugo La Pietra, ad esempio, abbiamo scelto lavori non recenti come quelli degli anni ’70, tra i quali il video Riappropriazione della città del ’77. È importante, inoltre, l’approccio con la città e con i materiali, lo scambio tra diversi territori. A volte, si ignorano dei brani della storia dell’arte incredibili come l’osmosi tra l’Italia, l’Austria e i Balcani.

Quali saranno le prossime esposizioni?
Tra la fine settembre e l’inizio di ottobre, l’artista Pedro Barateiro aprirà la stagione delle personali di A Sud. L’attività sarà in piena per tutto l’arco dell’anno, la ricerca sui giovani accosterà delle puntate di ricerca più storicizzata. Nella Fondazione Zimei sarà ospitata la mostra di Franck Scurti, artista che ha già avuto una personale al Palais de Tokyo.

– Giorgia Basili

https://www.fondazionezimei.it/