COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO PRO -FILANDA GIAMMARIA

COMUNICATO STAMPA
Il Comitato Pro-filanda – che da anni sta attendendo dal Comune la decisione definitiva che non cancelli un altro pezzo di storia della società pescarese, in questo caso la memoria del lavoro e dell’emancipazione femminile nel novecento – ha trovato lungo la strada tantissime associazioni cittadine che ne sostengono la battaglia. E da ieri,  un’altra preziosa alleata e sostenitrice: LA BEFANA!
Ultim’ora! Ultim’ora!
Il 6 gennaio 2018, direttamente dalle proprie terre, accompagnate dai re Magi, in velocità arriveranno, in Comune di Pescara,  le Befane di Filandia !
Là saranno  alle ore 9,50 circa…
per salire le scale e in sala del Consiglio  bussare
Udienza chiederanno ai Governatori di città: decidere dovranno se lasciar cenere e carbone o farsi offrire dai Re Magi alcune offerte da donare
In ogni caso, a voce alta,  la loro filastrocca vorranno cantilenare …:
Filanda  Filanda … mesi e mesi son passati … Anni dici? E anche tanti?”… etc. etc.
Sono stufe di aspettare e vorrebbero, al più presto, nel luogo della vecchia filanda , continuare a tessere storie e raccontare a grandi e piccini come importante sia la memoria delle fatiche umane nel nostro lontano e vicino passato.
                   A tutte/i l’invito a sostenere la visita delle nostre befane!                                   ————-
Le Associazioni e le Istituzioni aderenti:
Italia Nostra – Pescara, Italia Nostra – Abruzzo, FAI Abruzzo e Molise, WWF Chieti – Pescara, Archeoclub – Pescara, Touring club – Pescara, I.N.U. Abruzzo – Molise, Legambiente Abruzzo, Carrozzine Determinate, FIAB-Pescarabici, MilaDonnambiente, Accademia Musicale Pescarese, Associazione Sferaclub, Ecoistituto Abruzzo, Comitato Stop al Cemento, Comitato oltre il Gazebo – no Filovia, Comitato 20.000 metri3, CGIL Pescara, SPI Lega di Pescara, Coordinamento Regionale Donne CGIL, Associazione Ville e Palazzi dannunziani, Comitato Abruzzese del Paesaggio, Associazione Libertà e Giustizia, Associazione FORM-ART, L.A.A.D., U.D.I., La Galina Camminante, Commissione Pari Opportunità – Comune di Pescara, Comitato Amici della Filanda, Dipartimento di Architettura UdA.        (FILASTROCCA VERSIONE INTEGRALE)
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PROGRAMMA DELLE ATTIVITA’ DELLA SEZIONE PESCARESE DI ITALIA NOSTRA NEL PRIMO TRIMESTRE 2018

programma (1)Pubblichiamo in allegato il Programma delle attività previste nel primo trimestre 2018 dalla sezione pescarese di Italia Nostra.

Le iniziative come sempre sono molteplici ed interessanti.  Si comincia il 12 gennaio presso la sede sociale con un incontro di Giampiero DI FEDERICO, maestro di arrampicata, con il quale conosceremo percorsi faticosi e bellissimi, rivivremo l’emozione di alcune scalate fra panorami mozzafiato e rocce possenti, proveremo l’emozione di toccare il cielo con un dito. Mercoledì 24 gennaio la scrittrice Daniela D’ALIMONTE presenterà il libro “Gabriele d’Annunzio: l’arte e l’inno della Xilografia italiana” di Nicola Costanzo. Mercoledì 31 gennaio ci sarà un incontro con Giovanni DAMIANI sulla Tutela e la valorizzazione dei Parchi, delle Riserve naturali e delle Aree Protette dopo i recenti e devastanti incendi dell’estate scorsa. Nei mesi successivi ancora incontri e visite guidate, fino a concludere il 25 marzo con un viaggio ad Ancona. (PROGRAMMA 1° TRIMESTRE 2018)

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1086 - .......ASSOCIATI E COINVOLGI. (1)

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Comunicato congiunto di Legambiente, Bussi ci riguarda (Ecoistituto Abruzzo, Italia Nostra, Marevivo, MilaDonnambiente,) e WWF del 19.12.2017

discarica di bussiNon idonee neppure le nuove ipotesi di intervento avanzate da Edison ma qualcosa si muove Il Ministero non fa sconti: la bonifica deve prevedere la rimozione dei rifiuti.

Conferenze di servizio decisorie il 31 gennaio per la Tremonti, il 20 febbraio per Piano d’Orta.
***
Concluso il nuovo appuntamento presso il Ministero dell’Ambiente per esaminare i progetti presentati da Edison per la bonifica della discarica Tremonti di Bussi Officine e dell’ex area industriale di Piano d’Orta. Sostanzialmente anche la nuova proposta dell’azienda è stata bocciata pure se su alcuni aspetti sarà avviata una verifica “sul campo”.
In sintesi sulla discarica Tremonti il Ministero, di concerto con le altre parti istituzionali, ha chiesto ad Edison di presentare entro il prossimo 31 gennaio 2018 un progetto definitivo complessivo che deve essere finalizzato alla rimozione totale dei rifiuti. In dettaglio dovranno essere previste diverse fasi di intervento, differenziate per le tre aree (nord, centrale e sud) del deposito. L’area nord è quella che ha la più alta priorità, non solo perché contiene la parte più elevata di inquinanti ma anche perché le ultime indagini dell’ARTA hanno evidenziato pericolo di inquinamento esterno: è stata rilevata infatti una contaminazione oltre la barriera delle parancole. Su questa area si è deciso di sperimentare la tecnica del disorbimento termico proposta da Edison – da attuare subito attraverso una rapida autorizzazione da parte della Regione – come test pilota per verificarne l’effettiva capacità di azzerare i contaminanti. Una volta accertato il funzionamento di questa tecnica, la si potrà applicare su tutta l’area nord al fine di eliminare la contaminazione per poi passare alla successiva rimozione dei rifiuti.
Una diversa strategia dovrà essere attuata per le due aree sud e centrale dove il progetto dovrà prevedere che si proceda all’immediata rimozione dei rifiuti. Il tutto dovrà avvenire con interventi in parallelo nelle varie zone in modo da accorciare i tempi. Quella del 31 gennaio del prossimo anno sarà infatti una conferenza di servizio decisoria in modo da arrivare finalmente alla bonifica.
Sull’ex impianto di Piano d’Orta sono previste invece misure urgenti per il trattamento delle falde con l’emungimento e l’avvio di un protocollo per il controllo delle polveri, la rimozione dei rifiuti nelle aree
libere da edifici e il completamento della caratterizzazione attraverso anche l’abbattimento da parte della ditta attualmente proprietaria (e quindi non di Edison) dei manufatti tuttora esistenti, ostativi alla bonifica. All’interno di tali edifici sono infatti presenti tra l’altro delle vasche di piombo atte a contenere residui inquinanti di produzione. Si è inoltre definitivamente chiarito che rifiuti da rimuovere sono presenti anche all’esterno dell’area oggi SIN che infatti, come richiesto dalla Regione Abruzzo, sarà riperimetrata e
ampliata. In parallelo sarà avviata una fase di analisi specifica per la verifica della eventuale presenza di arsenico volatile nell’aria. Questo perché gli ultimi campioni misurati nel terreno hanno fatto riscontrare
la presenza di percentuali di arsenico tali da non poter in linea di massima essere catalogate, secondo ISPRA e ARTA, come fenomeni naturali.
Al di là dei primi interventi urgenti, si dovrà poi procedere alla bonifica definitiva con il relativo progetto da presentare entro il 20 febbraio. In questo caso è stato necessario prevedere un tempo più lungo per la necessità di procedere all’abbattimento degli edifici, operazione che richiederà l’acquisizione di tutti i necessari pareri di legge.
Da sottolineare infine positivamente il fatto che la Provincia di Pescara, insieme a ARTA, ASL e Regione, abbia chiesto che ogni operazione sia accompagnata da indicazioni certe sui tempi e sulle date di svolgimento per poter effettuare in tutte le fasi i necessari controlli.

“Ci auguriamo – concludono Legambiente, Bussi ci riguarda e WWF – che i tempi siano rispettati e che la stringente azione positiva del Ministero porti finalmente a una bonifica attesa ormai da troppo anni”.

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LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CHIEDONO AL COMUNE DI PESCARA DI RIAPRIRE IL “TAVOLO VERDE”

alberi di PESCARA                                                                                                                                                                                                                          In un ambiente urbano avere viali alberati, curati e mantenuti, di specie autoctone o esotiche, è sempre stato motivo di pregio, valore e decoro, sia per i residenti che per i visitatori.
Auspicare alberate cittadine di massimo 30 anni significa perdere identità, storia, paesaggio, cultura, tradizione e funzionalità ecosistemica.
Inoltre le alberature della città di Pescara hanno un valore aggiunto, che altre città italiane potrebbero invidiarci, determinato dalla presenza nel tessuto urbano di una specie identitaria, il Pinushalepensis, paesaggisticamente peculiare, presenza caratteristica delle vicende storiche e sociali e, infine, conifera arborea da cui deriva il nome della stessa città, come dimostrano recenti e accreditate ricerche: Pescara da pephcàsis>pescàsis=coperta di pini.
Pur apprezzando alcune delle considerazioni fatte dal vicepresidente dell’Ordine regionale degli Agronomi e Forestali, non si può condividere l’invito rivolto alle Amministrazioni Pubbliche di programmare, in sostanza, la vita di un albero limitata a soli 30 anni, perché significherebbe, tra l’altro, abbattere anche tutti gli alberi monumentali esistenti nei parchi e nei giardini.
Rispetto alla presunta pericolosità delle piante arboree è scientificamente dimostrato che nella stragrande maggioranza dei casi essa sarebbe da imputare solo ed esclusivamente a una cattiva gestione delle stesse.
Dare agli alberi solo un valore d’uso, identificarli come entità strumentali, è non solo riduttivo e scientificamente errato ma anche anacronistico rispetto alle moderne esigenze di benessere e salubrità; esigenze di cui le comunità cittadine sono sempre più consapevoli.
Ricco è l’elenco scientifico delle funzioni ecosistemiche svolte dagli alberi maturi; ricordiamo brevemente alcune delle funzioni principali:
  • Riduzione dell’inquinamento atmosferico e sonoro
  • Migliore assorbimento delle acque meteoriche (risparmio nella gestione delle risorse idriche)
  • Aumento di habitat e nicchie ecologiche per la fauna (biodiversità)
  • Incoraggiamento a comportamenti di vita salutari e sostenibili (riduzione della spesa sanitaria alle diverse fasce d’età)
  • Riduzione degli effetti negativi delle infrastrutture e trasporti (aumenta il valore economico degli immobili del 10-15%)
  • Un grande albero a foglia caduca ogni anno intercetta 3000 litri d’acqua piovana e 4,5 Kg d’inquinanti dell’aria.
L’alternativa di avere una città con viali verdi “finti”, “usa e getta”, appare tragica sia dal punto di vista economico che paesaggistico. Solitamente arbusti e/o alberelli, con ciclo vitale di 30 anni, fungono da arredo ai viali alberati.
Piuttosto che auspicare la cancellazione delle strutture arboree, bisognerebbe augurarsi una maggiore presenza di viali alberati, migliorare la loro manutenzione e valutazione, ad opera dei professionisti forestali e/o ambientali, la cui presenza nella pianificazione della città è sempre più necessaria.
Una convivenza possibile e sostenibile.
I contesti sociali si evolvono e anche le capacità professionali. Oggi si hanno maggiori competenze e conoscenze del fatto che le strutture arboree in città assicurano un alto grado di qualità ambientale.
Le sottoscritte associazioni invitano e sollecitano il Comune a ripristinare il “Green table”, nel rispetto del Regolamento del Verde, per garantire la continuità e la salvaguardia dell’importante patrimonio arboreo della città di Pescara.
Italia Nostra, Mountain Wilderness,  ConalpaOnlus
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VILLE, CASTELLI E MASSERIE: 48 SITI DA VALORIZZARE NEL NUOVO BANDO DEL DEMANIO

Sono 48 le strutture tra castelli, ville, masserie ed edifici rurali distribuiti sui percorsi Ciclopedonali e sui tracciati storico-religiosi italiani che rientrano nella “seconda gara del progetto Valore Paese-Cammini e Percorsi”. L’iniziativa è dell’Agenzia del Demanio, sostenuta dai ministeri dei Beni Culturali e dei Trasporti, per assegnare gli immobili pubblici in concessione di valorizzazione a chi proporrà un valido programma di investimento e riqualificazione dei siti.
L’obiettivo è anche quello di promuovere il turismo lento attraverso la rigenerazione di immobili inutilizzati, inseriti in suggestivi contesti paesaggistici e naturali, grazie ad investimenti capaci di trasformarli in nuovi contenitori di attività e servizi per i viaggiatori”.
I bandi “sono aperti a tutti, anche agli stranieri, e per partecipare alla gara è necessario presentare una proposta che preveda un progetto sostenibile di riqualificazione e riuso del bene e l’offerta di un canone di concessione per un determinato arco temporale, fino ad un massimo di 50 anni”.
In gara, il Castello di Blera vicino Viterbo (sulla Via Francigena), due masserie in Puglia (sulla Ciclovia Acqua), un ex molino in Lombardia (sulla Ciclovia VEnTO), il Castello Alimonda vicino Gorizia e il Castello di Montefiore a Recanati (su tracciati locali) ed il Fortilizio dei Mulini a Spoleto (sul Cammino di Francesco). Ma anche la casa cantoniera di Montescaglioso ed il comando Stazione Forestale di Atella in Basilicata; la ‘Casa di Guardia’ e la birreria della Caserma Mameli a  Bologna, e la Casermetta Ca d’Olmo a Ferrara; in Friuli Venezia Giulia la caserma della Guardia di Finanza ‘Scriò’ di Dolegna del Collo, in Liguria la Casa Falcinelli di Arcola; nelle Marche la Casa Nappi a  Loreto; in Toscana un fabbricato rustico di Lucca ed un edificio residenziale di Pistoia; in Veneto la caserma Gdf ‘Alberoni’, la batteria Angelo Emo e la batteria Marco Polo, a Venezia, e la Stazione di Salionze Valeggio sul Mincio.
Per presentare la domanda online c’è tempo fino al 16 aprile 2018.
http://www.agenziademanio.it
Pubblicato su Travelnostop del 4 dicembre 2017
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IN ABRUZZO C’E’ UN PRESEPE ISPIRATO AL GRAN TOUR

53772241356833Rivive la colonia italiana della scuola di Kristian Zahrtmann
 di Antonio Bini  Pubblicato su “Paese Italia press.it” Mar 19 Dicembre 2017 – 
Nella secolare tradizione del presepio, intesa come rappresentazione della nascita di Gesù, si è sempre misurata la fantasia e creatività di artisti e artigiani, per la passione di tante persone, anche non credenti, trattandosi di un fenomeno che fa parte della cultura diffusa del nostro paese, trasmessa di generazione in generazione, tra storia, religiosità popolare e varianti territoriali, che resiste anche alla latente omologazione interculturale. E la risposta viene dalle tante iniziative promosse ancor oggi in ogni angolo d’Italia.
Tra le tante proposte, ci sembra meritevole d’attenzione quella realizzata dall’Associazione Culturale “Mousiké” di Pescara, che ha fatto la scelta di ispirarsi al patrimonio culturale lasciatoci dal Grand Tour, realizzando un imponente scorcio della scalinata che conduce alla monumentale Porta Flora (alta 120 cm.), posta sotto quella che fu un tempo la Pensione Cerroni, definita anche la “Casa dei pittori danesi”, nel piccolo paese di Civita d’Antino, nella Valle Roveto, che fu un frequentato cenacolo scandinavo sorto intorno alla figura del pittore Kristian Zahrtmann. Nella seconda parte dell’800 il maestro danese scoprì il paese abruzzese, rimanendo stregato dai suoi luminosi paesaggi, dall’ospitalità semplice della comunità di allora, dalla bellezza dei costumi femminili e dalla solennità dei riti religiosi, tanto da insediarvi la sua scuola estiva italiana, frequentata nel corso degli anni da artisti danesi, norvegesi, svedesi e finlandesi.
 Enorme fu nel tempo la produzione di opere ispirate a Civita, tanto che Zahrtmann volle realizzare una mostra a Copenaghen nel 1908, dedicata esclusivamente ad opere di artisti vari aventi per tema il paese abruzzese. Tra i soggetti ricorrenti ritroviamo spesso proprio Porta Flora e la sua antica scalinata, poi denominata, non a caso, viale Scandinavia, che portava al paese e allora frequentata ininterrottamente da tante donne che quotidianamente scendevano con le loro conche ad attingere l’acqua per poi risalire in paese, non senza soste, dovute alla fatica, al caldo estivo, ma anche alle sollecitazione di fermarsi per scambiare qualche confidenza. Ma erano anche gli artisti che posizionavano spesso i loro cavalletti lungo la medesima scalinata. Tali opere si trovano esposte nei principali musei scandinavi e sono state recentemente riproposte nella mostra “I Italiens Lys” (La luce d’Italia), tenutasi a Copenaghen e Viborg in Danimarca e poi conclusasi a Lillehammer in Norvegia lo scorso giugno.
 La ricostruzione operata nel presepe è liberamente ispirata a distinti quadri di Kristian Zahrtmann e Knud Sinding. Lo scorcio di Civita d’Antino è uno dei pochi rimasti integri dopo il catastrofico terremoto della Marsica del 1915, che determinò la fine dello straordinario cenacolo scandinavo. Per chi ha conosciuto queste e altre opere simili e percorre quella scalinata, oggi deserta e silenziosa, non è difficile sottrarsi dall’immaginare tante giovani donne vocianti e dai costumi colorati che davano vita al paese, ridotto negli ultimi decenni a poche decine di abitanti.
Il presepe, ideato dal prof. Luciano Cupido, con la sapiente collaborazione per gli allestimenti di Fausto Masciarelli e Giada Cupido, insieme ad altri collaboratori, intende ricordare, nel centenario della sua morte, il maestro Kristian Zahrtmann (1843-1917), che tanto amò l’Italia ed in particolare il paese abruzzese, come sottolinea il programma della rassegna, favorendo la conoscenza di questa straordinaria comunità di artisti, che dopo il 1915 scomparve, come la prevalente parte della popolazione.
Il grande presepe abruzzese, lungo 11 metri e ambientato nell’architettura tipica della regione, ha privilegiato in origine i costumi tipici tratti dalle collezioni borboniche e lorenesi. Sono presenti numerose statuine con i costumi dei seguenti paesi: Cappadocia, Castiglione Messere Raimondo, Chieti, Collelongo, Frattura (frazione di Scanno), Fucino, Mascioni (frazione di Campotosto), Mozzagrogna, Penne, Pescocostanzo, Pietracamela, Rivisondoli, Rosciano, Vasto, Villa Badessa, Villalago, Majella. In questo contesto si inseriscono armonicamente le donne di Civita, riprodotte nella diversificata testimonianza dei pittori scandinavi. Gli autori del presepe sono riusciti a conferire un tocco poetico d’insieme che non sfugge ai visitatori e in particolare alle scolaresche. Per le insegnanti è disponibile un foglio informativo.
 La XVII edizione di “Un mondo di presepi”, organizzata da Mousiké, senza contributi pubblici, comprende inoltre una collezione di presepi provenienti da 78 paesi del mondo, a dimostrazione dell’universalità della tradizione cattolica che diventa anche un confronto tra le molteplici culture locali nel mondo globalizzato di oggi. L’ultimo esposto in ordine di tempo proviene dalle lontane Isole Samoa, a dimostrazione del grande viaggio nel tempo e nello spazio che offre la visita alla rassegna. La rassegna è allestita presso la sede dell’Associazione Mousiké, a Pescara – Via Piomba, 23 -, ed è visitabile gratuitamente ogni giorno, dalle ore 17 alle 19, fino al 5 gennaio 2018.

 

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“LA BUONA NOVELLA” DI FABRIZIO DE ANDRE’ IL 22 AL PORTO TURISTICO

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-Sabato 16 dicembre, ore 17: Partenza, con mezzi pubblici o privati, per Francavilla al Mare, Visita, con ingresso libero, al Museo “Michetti”, nel quale si svolge l’annuale edizione dell’omonimo Premio Internazionale di Pittura e Scultura organizzato dalla Fondazione “Michetti”, che quest’anno verrà inaugurato proprio in coincidenza con la nostra visita. Oltre al ricco patrimonio di opere vincitrici del Premio, che si possono ammirare al piano superiore di Palazzo San Domenico, da notare le meravigliose tele di dimensioni monumentali di Francesco Paolo Michetti, “Le serpi” e “Gli storpi” connesse al folklore abruzzese. Si tratta di due capolavori assoluti che hanno un taglio cinematografico e avvolgente per lo spettatore che viene proiettato nella complessità emotiva dei due cortei rituali. Incontro con ii nuovo presidente della Fondazione, Carlo Tatasciore, che illustrerà le iniziative del Museo per il prossimo anno, cui seguiranno l’estrazione del biglietto per l’assegnazione dell’opera grafica donata dell’artista Mimmo Sarchiapone, socio di Italia Nostra. ed il tradizionale brindisi per gli auguri natalizi. In serata, esibizione di cori folkloristici.

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“FANTASMI DI LUCI” AL MuMi DI FRANCAVILLA AL MARE

Il 16 dicembre 2017 alle ore 17 inaugurerà presso la Sala delle Tele del Museo Michetti (MuMi) di Francavilla al Mare (CH), la mostra FANTASMI DI LUCE – ESTETICHE VISIONARIE  DA MICHETTI AL PRESENTE – Nel Settantennale del Premio Michetti.

La mostra, organizzata dalla Fondazione Michetti (la prima realizzata sotto la Presidenza di Carlo Tatasciore) con il sostegno del Comune di Francavilla al Mare,  intende celebrare il 70° anniversario del Premio Michetti (1947-2017), istituito – come la Fondazione omonima – per onorare la memoria del grande pittore Francesco Paolo Michetti (Tocco da Casauria, Pescara, 1851- Francavilla al Mare, 1929), e che è la più longeva manifestazione artistica dopo la Biennale di Venezia.

L’esposizione – ideata e curata da Silvia Pegoraro –  coinvolge una sessantina di artisti, a partire proprio da F.P. Michetti (le cui splendide ed enormi tele Le serpi e Gli storpi (1900) sono permanentemente esposte presso il MuMi) per arrivare ad artisti delle giovani  generazioni, passando attraverso celebri maestri storici (tra cui lo stesso Michetti, De Chirico, De Pisis, Guttuso, Matta, Attardi, Pirandello, Vespignani, Guccione, Schifano, Ceroli, Chia) e artisti di grande spessore legati  al territorio abruzzese, quali Gigino Falconi e Giuseppe Fiducia.1080 - ...............flyer-premio-michetti

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